Home  |  e-learning | Contatti |

 

 

 

Siete Qui: Globalfad > Il progetto >  Presentazione del progetto

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Il forte sviluppo delle tecnologie informatiche ed il loro impatto sulle attività economiche e sociali dei paesi più evoluti ha indotto alcuni studiosi a parlare per il prossimo futuro di una nuova società: la società dell’informazione costituita da un contesto socio economico in cui il bene maggiormente scambiato e acquistato è rappresentato dalle informazioni. Infatti, oggi in Italia come nei principali paesi europei il mercato delle tecnologie informatiche e delle comunicazioni (ICT) sta facendo registrare tassi di crescita molto significativi, sia in termini di valore assoluto che in termini di crescita reale. Ciononostante il mercato avrebbe le potenzialità per una crescita ancora più accelerata se solo fosse disponibile un numero di risorse umane/professionalità coerente con la domanda. In sostanza, una parte di domanda di servizi ICT e dell’e-commerce rimane inevasa per l’insufficienza dell’offerta rispetto alla variabile umana (e all’interno di questa rispetto a specifiche professionalità).In base all’analisi effettuata nel 2000 da IDC Italia(1) il gap, cioè la differenza tra il numero di risorse richieste e quelle disponibili, di personale qualificato ICT e dell’e-commerce in Italia è dell’11%; in termini assoluti si parla di circa 111.000 persone. Tale dato è destinato a crescere nel 2002 ad un valore pari al 18% (ovvero circa 215.000 unità mancanti). Tale differenza è collegata alla fortissima accelerazione che caratterizzerà il grado e la modalità di utilizzo della tecnologia non solo da parte delle imprese ma anche degli Enti Pubblici e delle Famiglie.

Tutto ciò è vero soprattutto in quei contesti economici, quale il nostro, caratterizzati dalla presenza prevalente di PMI.

La realtà economica del territorio coinvolto è caratterizzato dalla presenza di piccole e medie imprese aventi un basso livello di diffusione degli strumenti delle Nuove Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (NTIC). Ciò si desume dalla lettura di vari parametri significativi, relativi alle attività svolte dalle imprese nella gestione del proprio business: il basso numero di aziende che utilizzano le nuove tecnologie della posta elettronica e dei siti Internet, lo scarso utilizzo di strumenti come il commercio elettronico, i cataloghi elettronici, il telelavoro, la scarsa diffusione di nuove tecnologie informatiche per la gestione aziendale, ecc.. Le PMI innovano meno delle grandi ed in maniera poco sistematica. Questo perchè esistono elementi pratici ed economici che frenano il sistema ad inserire le nuove tecnologie all’interno delle proprie strategie d’impresa (costi elevati, necessità di ricorrere a professionalità esterne, assunzione di nuovi tecnici specializzati nell’uso delle nuove tecnologie informatiche con conseguente appesantimento della struttura organizzativa).

Se da un lato la “ conoscenza “ è oggi l’elemento determinante per il successo delle iniziative imprenditoriali ed i nuovi sistemi di comunicazione sono strategici per la riuscita delle attività economiche, dall’altro, i costi che devono sostenersi per la formazione e per la riqualificazione del personale, spingono le nostre aziende ed i possibili utenti, a svicolare da tali opportunità ritardando ulteriormente l’ingresso nella New Economy. Ma non si può ignorare il fatto che nel 2002 il contesto economico sarà caratterizzato da una situazione dove la gran parte delle aziende di piccole e medie dimensioni si sarà informatizzata, data l’esigenza di un “passaggio culturale” imposto dalla necessità di non perdere le grandi opportunità legate all’uso delle nuove tecnologie informatiche.

Da tutto ciò si evince che uno dei “buchi neri” della New Economy, soprattutto per il nostro territorio, è la carenza di professionalità adeguate a coprire il fabbisogno di domanda che proviene dal mondo industriale:

la soluzione al problema è un forte investimento nella formazione continua.

Nel territorio esiste in primo luogo una forte discriminazione tra quelle imprese che utilizzano i nuovi strumenti informatici e quelle che invece adottano sistemi tradizionali: tale discriminazione si evidenzia a livello di competitività, di capacità di confrontarsi con un mercato globale, di cogliere le nuove opportunità economiche e produttive, ecc..; se tali imprese dovessero perdurare in tale situazione rischiano l'estromissione dal mercato. Tale problema di discriminazione coinvolge in seconda analisi, ma in maniera consequenziale, i lavoratori di quelle imprese che invece hanno deciso di utilizzare le nuove tecnologie di comunicazione ed informatiche nei diversi settori aziendali (gestione dati, elaborazione informazioni, vendite on line, internet marketing, ecc..) nel momento in cui non presentano un giusto grado di preparazione professionale sull’uso delle nuove tecnologie rischiando quindi di essere estromessi dal mercato del lavoro a favore delle nuove leve lavorative nel cui corso di studi è ormai presente la conoscenza informatica. Per cui i lavoratori attualmente occupati nelle PMI coinvolte nelle trasformazioni tecnologiche, organizzative, ecc., dovranno essere interessati inevitabilmente da una serie di interventi di recupero della propria professionalità per evitare l'estromissione dal mondo del lavoro e per riqualificarsi sui nascenti nuovi ambiti di specializzazione: l’esigenza di riqualificare o formare le risorse umane è oggi elemento discriminante per il successo delle imprese nel moderno mercato globale.

Non meno importanti risultano i problemi legati alla non certificazione delle competenze acquisite “on the job” da lavoratori che da anni operano con strumenti informatici: è il caso di coloro che, con un diploma ad indirizzo tecnico, entrati in azienda più di venti anni fa, oggi possiedono conoscenze specifiche che non sono in alcun modo certificate e perciò spendibili nella prosecuzione del percorso professionale degli individui.

Ma il problema dell’analfabetismo informatico o della inadeguata preparazione ad operare con strumenti informatici, è evidente anche per i giovani e le donne che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro: gli istituti tecnico-scientifici ad esempio, che dovrebbero insegnare ad operare con gli strumenti informatici senza alcuna difficoltà, in realtà denunciano l’incapacità del sistema scolastico ad aggiornarsi sui contenuti e a certificare competenze che risultino spendibili sul mercato del lavoro.

Quindi con tale progetto verranno attuate una serie di azioni da un lato finalizzate a rafforzare l’uso delle tecnologie di informazione e comunicazione da parte delle piccole e medie imprese senza che tali innovazioni risultino traumatiche da un punto di vista economico ed organizzativo delle stesse; dall’altro delle azioni volte a riqualificare le risorse umane di quelle imprese che hanno deciso di innovarsi certificandone le competenze acquisite.

Le cause di discriminazione vanno identificate nella dimensione (prevalentemente piccola) del tessuto produttivo dell'area considerata e nella mancanza di risorse umane sufficientemente qualificate per rispondere alle esigenze delle imprese che vogliono sfruttare con successo le potenzialità applicative della new economy.

La disponibilità di strumenti tecnologici, ma soprattutto la diffusione delle conoscenze necessarie per utilizzarle e per inventare nuove tecnologie, sono gli aspetti che coinvolgono il fattore umano e le imprese.

Lo sviluppo della new economy si basa e dipende dall'investimento in capitale umano.
Gli investimenti delle imprese, di qualsivoglia settore, che intendono partecipare attivamente allo sviluppo nell'era della new economy non potranno prescindere dall'investimento negli strumenti hardware e software necessari per raggiungere, in sequenza, i seguenti obiettivi:

fornire al proprio personale, a tutti i livelli, una formazione di base all'uso del computerutilizzare il computer per gestire tutti i processi aziendali;

utilizzare Internet per far conoscere i propri prodotti, mantenere i rapporti con la propria rete di vendita, gestire l'e-commerce e i rapporti con i propri fornitori e clienti nei mercati business to business.

Il primo traguardo da raggiungere sarà quindi la diffusione della basilare conoscenza informatica. In sostanza, a partire dal titolare e dai manager, tutto il personale che già usa il computer dovrà farlo meglio, utilizzando correttamente Windows, gli strumenti di produttività personale (come i word processor e i fogli elettronici) e Internet come strumento per comunicare e reperire informazioni. Tale conoscenza andrà poi diffusa a tutti i livelli, estendendo in tutti i luoghi e in tutti i rapporti le nuove tecnologie per gestire i processi aziendali.

Le PMI, che non dispongono di un ampio settore informatico interno, potranno quindi affidarsi al nostro progetto che è in grado di supportarle nel processo di entrata nella new economy. Inoltre si vuole sottolineare che i destinatari finali del progetto saranno numerosi e diversi. Infatti i lavoratori interessati e gli aspiranti tali potranno appartenere ad aziende di qualsiasi settore merceologico o dimensione; oggetto dei percorsi formativi saranno non solo le professionalità tecniche (sistemisti, esperti di sicurezza, sviluppatori, db administrator, ecc..) ma anche (ed in misura molto più numerosa) gli utilizzatori finali di applicativi software, generici e specifici, per produttività personale, calcolo, comunicazione, gestione dati, ecc..


Argomenti correlati a questa voce:

Presentazione del progetto - Obiettivi del progetto - Struttura del progetto - Bacino territoriale - Beneficiari del Progetto

 

 

 

Stampa questa pagina Segnala questa pagina

Desideri ulteriori informazioni? contattacci!

Hai richieste o commenti in merito al sito? Scrivi al nostro webmaster.